Mi voltai un’ultima volta verso il cortile, dove Allison era rimasta in piedi, in silenzio, a guardarmi con le braccia conserte e il sole tra i capelli. Oltre la staccionata, la siepe stormiva leggermente sotto una brezza fresca che cominciava a scendere dalle colline.

La paura, quella bestia viscida che per mesi si era annidata negli angoli bui della mia camera da letto ogni volta che sentivo i passi pesanti di David salire le scale, era svanita. Al suo posto c’era uno spazio immenso, spalancato sul futuro, duro come la terra battuta ma altrettanto solido su cui ricominciare a costruire.

Varcai la soglia di casa mia e, con un gesto calmo e deliberato, mi lasciai il passato alle spalle, chiudendo la porta con un colpo netto.