— Sì, Lucas. Rimane lì. Non è più un’arma per far paura a nessuno. È solo un pezzo di legno che ci ricorderà per sempre quanto siete stati coraggiosi tu e tuo fratello.
Mathis si avvicinò alla scrivania, prese il libro delle favole e lo porse ad Adrien, arrampicandosi sulla grande poltrona di pelle dove un tempo si sedeva Claire per lavorare ai suoi bilanci.
— Ci leggi la storia del marinaio che ritrovò la stella polare dopo la grande burrasca? — chiese il piccolo, sbadigliando leggermente e appoggiando la testa contro il bracciolo.
Adrien si sedette accanto a loro. Sophie comparse sulla porta con tre tazze di latte caldo e camomilla, posandole sul tavolino con quel gesto calmo e familiare che ormai faceva parte del ritmo quotidiano di quella casa risanata.
Adrien aprì il libro alla prima pagina illustrata.
Fuori, il vento della notte estiva faceva frusciare dolcemente i rami del tiglio contro i vetri puliti della finestra. La casa era silenziosa, solida, inondata dalla luce chiara delle lampade da lettura.
Diciotto mesi di menzogna erano stati cancellati.
La giustizia degli uomini aveva pronunciato i suoi verdetti, le carceri avevano chiuso i loro cancelli di ferro dietro i colpevoli, e la memoria di Claire Delcourt aveva finalmente trovato la sua pace, non nel freddo marmo di un monumento funebre, ma nel calore vivo di due bambini che avevano saputo parlare, e di un padre che, quella sera a Parigi, aveva scelto di non richiudere mai più gli occhi.





